Emilio Nigro su “Barbara” Invasioni Barbariche/ Pillole Perfomative,
Festival Resistere e Creare 2019, Genova.

https://teatro.persinsala.it/rassegna-resistere-crea…/ 57153…

“A corolla dello spettacolo, nel foyer della Sala Trionfo, Natalia Vallebona destina le sue “pillole” a un pubblico informale, non ancora pronto a mutarsi in theatís. Costruzioni fisiche sull’idea del limite, dell’inascoltato, dell’uguaglianza in difformità e in impossibilità. Astrazioni corporee dall’efficacia cutanea e subliminale, prova d’una creatività incisiva, non mediata, istintiva ».

Enrico Pastore su “MissXX”

http://www.enricopastore.com/tag/natalia- vallebona/


“MissXX è invece più organico, un viaggio alla ricerca del sé sepolto sotto le convenzioni dell’apparire in società. Uno scorticamento lento, inesorabile, ma colmo di ironia verso un cuore costretto a celarsi sotto la coltre dell’apparire e trova sempre meno spazio per emergere nella sua naturalezza”.

Andrea Porcheddu su “Où les fleurs fanent”

https:// http://www.glistatigenerali.com/teatro/premio-

Tra i riconoscimenti assegnati, alcuni mi rendono particolarmente soddisfatto. Il premio della giuria artistica è andato al progetto Où les Fleurs Fanent (nella foto di copertina, interpretato da Faustino Blanchut, Marianna Moccia, Mariangela Giacobini, Francesco Russo e la bella regia di Natalia Vallebona), divertente e originale commistione di teatro e danza, scavallando codici e canoni, in una parodia delle relazioni tra i sessi, delle dinamiche teatrali e creative di assoluta qualità. Un lavoro da veder crescere e seguire attentamente.

Valentina Spera su “Où les fleurs fanent”

https://www.lanouvellevague.it/ou-les-fleurs-fanent-turisti-del-sentimento-a-passeggio-nel-mondo-

In uno spettacolo dove la parola diventa strumento di comando, l’aggressività lascia il posto alla Poesia e ci culla mentre impariamo a conoscere lo spettro più ampio di ciò che è l’uomo: un essere bestiale reso mansueto dall’amore. Questo tipo di arte, questo teatro fisico che è divenuto il tratto distintivo di Natalia Vallebona (regista e coreografa), è stato definito “danza esistenziale”. Anche un attore muto ha un corpo che parla, che fa emozionare o rabbrividire. Le tre nere figure si trovano imprigionate nella carneficina che il narratore tesse, ed è continuo schianto. Vengono attaccati, obbligati ad amare, a fumare, a svestirsi, a morire. Diventano animali famelici che lottano per una donna, maniaci. Diventano dolci e benevoli. Si piegano come giunchi, resilienti, si piegano fino all’autodistruzione.

Gaia Clotilde Chernetich

https://aringacritica.wordpress.com/2013/05/30/ bogliasco-dove-la- danza-trova-lamerica/

…Più avanti, Natalia Vallebona dà prova delle sue capacità fisiche in Animale nel parco. Il suo lavoro rompe gli schemi: la predominanza assoluta è del corpo – materia prima estrema – e veicolo di un’espressività veramente selvatica. Ed è proprio in questa capacità fisico-espressiva che è scritta la sua cifra sofisticata, potente e ammaliatrice.

Anne Bourlond su After Party Bruxelles 2016

http:// http://www.lacaptiveamoureuse.com/

Attention les chéries, votre date de péremption approche:

“Elles sont trois, elles ont dans la quarantaine et elles sont belles. Avec toute une vie, plein de bouleversements, plein de souvenirs en elles. Il y en a des événements dans leur tête et dans leur corps! Des choses belles et des choses tristes. Dures aussi. Elles sont trois et elles sont belles mais elles ne le savent plus. Comment savoir qu’on est belle quand on vous dit qu’il y a trop de vie en vous. Trop de joies intenses, de blessures ouvertes, d’amours cassées…Ca cicactrise mal tout ça. Ils sont plein de stigmates vos corps. Ils sont marqués au fer rouge. Même si ça ne se voit pas au premier coup d’oeil, ils sont lourds de tout ce magma d’émotions, ils commencent à ployer. Vous vivez, vous buvez, vous dansez, vous bosser, vous baisez, vous enfantez…Tout ça dans l’insouciance totale. Pauvres petites naïves! Votre ”After party” vous attend à l’angle de la rue. Gueule de bois, lendemain de veille. Et là vous ne riez plus. Tout à coup des traces de vie apparaissent. “Comment? De vie? C’est un sale mot ça, la vie, quand ça s’installe dans un corps! Quand ses griffes s’incrustent sur vos corps fermes et sensuels. La fête, elle est finie les chéries. Le rideau tombe et vous, vous restez derrière. Pas question de dépasser les limites, de laisser passer une main, un doigt de pied. Hors scène. Hors sujet. Hors de question d’afficher des traces de fatigue. De succomber à un début d’étiolement….”

%d blogueurs aiment cette page :